Variabili qualitative e quantitative:
definizione, differenze ed esempi

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Ultimo aggiornamento: luglio 2026

Le variabili statistiche rappresentano le caratteristiche osservate in uno studio o in una ricerca e possono riguardare un insieme di individui o gli elementi di una popolazione. Sapere distinguere tra variabili qualitative e quantitative è fondamentale per scegliere le analisi statistiche corrette e interpretare i risultati.

Variabili statistiche

Qualitative Carattere categorico
Dicotomiche Caso particolare di variabili qualitative: due modalità
Quantitative Carattere metrico
Sconnesse Ordine assente

Scala nominale

Ordinate Ordine presente

Scala ordinale

Discrete Valori interi
Scala a rapporti

Scala a intervalli

Continue Intervalli continui

Scala a rapporti

Scala a intervalli

1. Cosa sono le variabili statistiche?

In statistica, una variabile è una caratteristica che può assumere valori diversi tra le unità statistiche osservate.

Per esempio, considerando una popolazione composta da studenti universitari, possiamo osservare variabili statistiche come l'età, il corso di laurea, il voto a un esame, il livello di soddisfazione,...

In base al tipo di informazione che rappresentano, le variabili statistiche possono essere suddivise principalmente in:

Ogni variabile statistica è caratterizzata da diverse modalità, cioè dai possibili valori o categorie che può assumere. Ad esempio, per la variabile "colore degli occhi" le modalità possono essere azzurro, verde e marrone, mentre per la variabile "età" le modalità sono rappresentate dai diversi valori numerici osservabili.

Concetto chiave:

Una variabile qualitativa descrive una caratteristica. Una variabile quantitativa misura una quantità.

2. Variabili qualitative

Le variabili qualitative, chiamate anche variabili categoriali, descrivono caratteristiche che non rappresentano una quantità numerica, ma appartengono a categorie o modalità differenti. Descrivono, dunque, degli attributi.

Alcuni esempi di variabili qualitative possono essere:

Anche quando vengono utilizzati dei numeri per identificare le categorie, questi non rappresentano necessariamente una quantità. Ad esempio, assegnare il numero 1 al gruppo sperimentale e il numero 2 al gruppo di controllo serve solo a distinguere due categorie diverse. Si tratta, dunque, di un'etichetta.

2.1 Variabili qualitative sconnesse

Le variabili qualitative sconnesse, o nominali, sono caratterizzate da modalità che non possiedono alcun ordine naturale tra loro.

Per esempio, il colore degli occhi può assumere diverse modalità:

Nessuna categoria può essere considerata superiore o inferiore alle altre.

Le variabili nominali vengono misurate attraverso una scala nominale che permette solamente di classificare le osservazioni senza stabilire un ordine. Per questa ragione, le uniche analisi statistiche che si possono calcolare sono frequenze assolute, frequenze relative, percentuali e moda.

2.2 Variabili qualitative ordinate

Le variabili qualitative ordinate, o ordinali, sono variabili in cui le categorie possono essere disposte secondo un ordine ben preciso, crescente o decrescente.

Per esempio, un questionario sulla soddisfazione può prevedere le seguenti modalità:

Quanto riportato, è un classico esempio di risposte a scala Likert, una tra le tante variabili ordinali utilizzate in psicometria.

L'ordine tra le categorie è conosciuto, ma non è possibile stabilire con precisione la distanza tra una modalità e l'altra.

Le variabili ordinali utilizzano una scala ordinale, nella quale le categorie sono ordinate ma la distanza tra esse non è necessariamente uguale. Tra le analisi statistiche che possono essere effettuate troviamo le frequenze cumulate, la mediana, i quartili e test non parametrici.

3. Variabili quantitative

Le variabili quantitative rappresentano caratteristiche misurabili espresse attraverso valori numerici.

Alcuni esempi:

A differenza delle variabili qualitative, i valori numerici hanno un significato quantitativo e possono essere utilizzati per effettuare operazioni matematiche e analisi statistiche.

3.1 Variabili quantitative discrete

Le variabili quantitative discrete assumono valori separati e generalmente derivano da un conteggio.

Esempi:

Non possono assumere tutti i valori intermedi. Ad esempio, il numero di esami superati può essere 3 o 4, ma non 3.5 o altri numeri con cifre decimali.

Le variabili discrete vengono generalmente misurate mediante una scala a rapporti, perché possiedono uno zero assoluto e consentono tutte le operazioni matematiche. Nonostante ciò, è possibile trovare anche delle variabili discrete misurabili mediante una scala a intervalli, anche se è più raro.

3.2 Variabili quantitative continue

Le variabili quantitative continue possono assumere qualsiasi valore all'interno di un intervallo di misurazione.

Ecco alcuni esempi:

Queste variabili sono ottenute attraverso una misurazione e possono avere un numero molto elevato di valori possibili. Ad esempio, un'altezza può essere 170 cm, 170.5 cm oppure 170.52 cm.

Le variabili continue possono essere misurate sia con una scala a intervalli sia con una scala a rapporti, a seconda della presenza di uno zero assoluto.

Per esempio:

Variabile Scala
Temperatura °C Intervalli
Temperatura Kelvin Rapporti
Altezza Rapporti
Età Rapporti
Concetto chiave:

Una variabile quantitativa discreta è frutto di un conteggio. Una variabile quantitativa continua è frutto di una misurazione.

4. Variabili dicotomiche

Le variabili dicotomiche sono variabili che possono assumere soltanto due modalità.

Per esempio:

In alcuni casi, le variabili dicotomiche possono essere considerate un caso particolare delle variabili qualitative, perché rappresentano due categorie distinte.

Nei questionari psicologici possono essere utilizzate, ad esempio, per indicare la presenza o l'assenza di una caratteristica.

5. Collegamento con le scale di misura

La classificazione delle variabili è strettamente collegata alle scale di misura utilizzate in statistica.

Le variabili qualitative possono essere generalmente associate a:

Le variabili quantitative possono invece essere misurate attraverso:

6. Come scegliere il metodo statistico in base alla variabile

La scelta del metodo statistico dipende dal tipo di variabile analizzata.

Esempio:

7. Tabella riassuntiva

Tipo Sottotipo Scala di misura Esempio Operazioni
Qualitativa Sconnessa Nominale Colore occhi Frequenze
Qualitativa Ordinata Ordinale Scala Likert Mediana, percentili
Quantitativa Discreta Rapporti Numero figli Media
Quantitativa Continua Rapporti o Intervalli Altezza Tutte le analisi
Dicotomica / Nominale (generalmente) Sì/No Frequenze, correlazione tra variabili dicotomiche
Lo sapevi?

Molti software statistici (SPSS, Jamovi, JASP e R) chiedono di specificare il tipo di variabile prima di effettuare le analisi. Una classificazione errata può portare alla scelta di test statistici non appropriati.

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